Com’è fatto: il burrocacao

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Col termine di burrocacao s’intendono i prodotti emollienti e idratanti per le labbra, il termine corretto sarebbe “balsamo per labbra”, il burro di cacao può essere uno dei suoi ingredienti oppure no.
Gli ingredienti necessari per un buon stick labbra sono in genere pochi, ecco quali.

Emollienti. Sono i principali componenti in peso, devono essere scelti accuratamente per essere confortevoli sulle labbra. I più comuni sono l’olio di ricino (Ricinus Communis Seed Oil), il burro di karitè (Butyrospermum parkii), il burro di cacao (Theobroma Cacao Butter), ma anche petrolati, oli minerali, olio di jojoba (Simmondsia Chinensis), oli di semi, lanolina. Un buon burro cacao ha i burri in quantità maggiore degli oli, ne risente la spalmabilità ma si ottiene un ottimo effetto barriera che protegge dalle screpolature, quelli con olio di ricino in prima posizione sono più facili da spalmare e risultano più lucidi sulle labbra, quelli con oli leggeri come il jojoba sono poco efficaci perchè evapora facilmente dalle labbra seccandole ulteriormente.
Spesso i burricacao non sono ecobio, contenendo derivati del petrolio, queste sostanze sono molto utilizzate rispetto ad oli e burri naturali poichè resistono maggiormente all’ossidazione (ovvero non diventano rancidi), sono insapori e possiedono proprietà occlusive tali da poter fornire una barriera contro le aggressioni esterne. In realtà proprio quest’ultima proprietà fa sì che i petrolati possano essere comedogeni nei soggetti più predisposti, ovvero favorire la formazione di punti neri sul contorno labbra. I petrolati non sono cancerogeni come spesso viene detto: possono esserlo gli idrocarburi aromatici contenuti in essi sottoforma di impurezza, ma le materie prime utilizzate in cosmetica devono avere un grado di purezza tale da non destare preoccupazione.

Cere. Le cere sono utilizzate per dare compattezza allo stick. In genere si utilizza un mix di cere sfruttando le loro diverse temperature di fusione in modo da avere un prodotto che non si squagli in estate ma che al tempo stesso non sia troppo duro da spalmare con temperature più rigide. Le cere più utilizzate sono: cera d’api (cera alba), cera candelilla e cera carnauba. Attenzione alla cera microcristallina, sotto questo nome si cela una cera sintetica, anch’essa derivata dal petrolio.

Ingredienti attivi. Il problema maggiore dei prodotti per labbra è che vengono ingeriti, bisogna scegliere ingredienti e fragranze che non diano problemi in seguito all’ingestione, conformi alla normativa vigente. Tra gli ingredienti aggiuntivi di un balsamo labbra abbiamo spesso i filtri solari. I filtri UV più utilizzati sono Ethylhexyl Methoxycinnamate (Octinoxate), biossido di titanio, butile Methoxydibenzoylmethane (Avobenzone), e benzofenone-3 (Oxybenzone) che rappresentano un giusto equilibrio tra un ampio spettro di assorbanza UV e un sapore poco sgradevole. A volte ritroviamo nell’INCI dei balsami labbra la saccarina, utilizzata proprio per smorzare il sapore amaro di alcuni ingredienti, tra cui appunto, i filtri solari. Silice e magnesio stearato vengono aggiunti per opacizzare il prodotto, soprattutto se a base di olio di ricino.
Essendo prodotti senza acqua in generale i balsami labbra non contengono conservanti in quanto non necessari, possono tuttavia contenere sostanze antiossidanti che ritardano l’irrancidimento degli oli, i più utilizzati sono tocoferolo e tocoferil acetato, meno usato l’ascorbil palmitato.

Nei prossimi giorni vi scriverò la lista ingredienti di alcuni burrocacao come esempio, voi quali usate? Nel vostro c’è qualche ingrediente che non ho elencato nel post? Scrivetemi nei commenti!

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Emulsioni cosmetiche

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La maggior parte dei cosmetici si trova in forma di emulsione, ma cosa significa la parola “emulsione”?
Avete presente quando in cucina mettete insieme acqua e olio? Sono due liquidi non miscibili e l’olio tenderà sempre a galleggiare sull’acqua a meno che non stiate facendo la maionese, in questo caso le uova contengono una sostanza, la lecitina, che permette ai due liquidi di legarsi. Frullando o mescolando energeticamente si garantisce un buon contatto tra minuscole goccioline dei due liquidi che si legano formando appunto la maionese che è un’emulsione.
Possiamo perciò definire un’emulsione come l’unione di due fluidi immiscibili in cui un liquido viene disperso come goccioline nell’altro. In una emulsione olio in acqua (o/w) la fase grassa è dispersa in acqua sottoforma di minuscole goccioline. Viceversa, nelle emulsioni acqua in olio (w/o), è l’acqua che viene dispersa sottoforma di goccioline nella fase oleosa. Le due fasi riescono a coesistere senza separarsi grazie alla presenza di emulsionanti, molecole costituite da una parte idrofila (affine all’acqua) e da una parte lipofila (affine all’olio) che si dispongono “a ponte” tra le due fasi.
Le emulsioni sono così comuni in cosmetica perché possiamo ottenere in un unico prodotto i benefici di ingredienti completamente differenti tra di loro e allo stesso tempo ottenere una texture più piacevole da applicare rispetto ad un semplice olio o un idrolato. Al tatto le emulsioni o/w sono più leggere, meno unte ma idratanti, nonché rinfrescanti perché applicando la crema l’acqua in essa contenuta evapora dando una sensazione di freschezza. Viceversa le emulsioni w/o sono più ricche ed emollienti, in genere sono adatte in caso di pelli molto secche poiché la fase principale oleosa forma una pellicola protettiva sulla pelle limitandone la traspirazione e quindi la perdita d’acqua.
Un particolare tipo di emulsione molto frequente in cosmetica è quella siliconica, in cui la fase lipidica è costituita da siliconi. È molto apprezzata dai consumatori e dai formulatori perché prodotti di questo tipo hanno una texture molto piacevole e i siliconi, a differenza dei burri e oli naturali, sono inodori e non irrancidiscono. Di contro, sono sostanze essenzialmente inerti sulla pelle e quindi non possono apportare i benefici di un grasso naturale.

Eccoci qua…io e il mio blog!

Ciao a tutti, mi chiamo Loretta. A partire dall’adolescenza sono sempre stata appassionata di cosmetici, anche se all’inizio solo dal punto di vista organolettico, mi attraevano i profumi, i colori, le consistenze e, perché no, i packaging. Sono laureata in chimica, ma purtroppo non ho (ancora?) trovato lavoro in questo settore così mi occupo di tutt’altro.

Durante la gravidanza cercando su internet consigli su cosa acquistare per l’arrivo di un bebè mi sono ritrovata a leggere che le più diffuse creme per il cambio contengono principalmente oli minerali. Sono rimasta basita, per me la crema dal tubetto blu era un classico per i bimbi ma così a naso non mi sembrava ottimale spalmare un neonato con della paraffina. Sia chiaro, la normativa europea sui cosmetici è molto severa, di sicuro quello che c’è in commercio è sicuro per la nostra salute ma, ecco, ho cominciato a cercare notizie sugli ingredienti dei cosmetici in generale per vedere se c’era qualcosa di meglio in circolazione, così mi si è aperto un nuovo mondo. Da chimico ho cominciato a cercare sempre più informazioni sulla composizione di ciò che usavo e, di conseguenza, a leggere le etichette di tutto quello che avevo in casa. Non sono diventata una fanatica dell’ecobio, cerco solo di acquistare quello che mi sembra ottimale per la mia pelle o i miei capelli, a volte sbagliando ma utilizzando questi errori per imparare.
Ho voluto aprire questo blog per condividere quello che ho imparato e che imparerò in materia di composizione di cosmetici, principalmente dal punto di vista chimico, ma cercando di essere chiara per essere compresa anche a chi non è del mestiere. Spesso cercando informazioni sui cosmetici in internet si trovano dati allarmanti su sostanze cancerogene o tossiche in ciò che usiamo, persone che giudicano negativamente un cosmetico perché contenente un ingrediente a “bollino rosso” ma quanta verità c’è in tutto quello che leggiamo? Cercheremo di scoprirlo insieme giorno dopo giorno 😉
Probabilmente a tutto questo aggiungerò anche post di chimica nella vita di tutti i giorni che non hanno niente a che fare coi cosmetici perché amo questa scienza e vorrei trasmettere il messaggio che la chimica è ovunque intorno a noi e non è il “male” come spesso viene vista dall’opinione pubblica.
Ringrazio fin d’ora chi mi vorrà leggere e naturalmente ogni commento e suggerimento sarà ben gradito, così come eventuali correzioni e bacchettate se dovessi scrivere inesattezze.